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The Darjeeling Limited
En la ciudad de Sylvia
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La fille coupée en deux
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Un baiser s'il te plait
Non pensarci
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(se tagliate tutte le scene in cui non compare il nostro nuovo idolo James McAvoy)

Fatevi un piacere, eliminate i film italiani, dal globo.

 

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The Time traveler's Wife - A.Niffenegger
Biographie de la faim - Amélie Nothomb
La force des choses I - Simone de Beauvoir
In cold Blood - Truman Capote

 

 

.: Free Time :.
Evitare di combinare piĂą guai del necessario ^_^

 

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Maria Taylor - A good Start
Shout Out Loud - Please Please Please
Regina Spektor - On the Radio
Mr Roux - Petit Rasta
Hugh Grant - Pop Goes my Heart
Get Set Go - Wait
Get Set Go - I Hate Everyone
The Boy Least Likely to - Be Gentle with Me
Carpacho - Regole per un cervello difettoso
Non voglio che Clara - Hotel Tivoli
Perturbazione - Nel mio scrigno
Negramaro - Solo per te



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*realizzare davvero le due cose che mi sono ripromessa di fare quest'anno

 

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Date of Birth: 4 agosto del lontano 1983
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 venerdì, 20 marzo 2009

we'll have the life we knew we would

ore 00.20. tra circa dodici ore, sarò laureata. un'altra volta. fuori diluvia, incredibile, ma per chi mi conosce nemmeno poi tanto: fino a stamattina c'era un sole primaverile che spaccava le pietre, e adesso, vedi a volte, piove a dirotto. ci sarà da ridere domani con le ballerine ai piedi. dicevo, domani, a quest'ora certamente ma si spera anche prima, sarò laureata. cosa si fa la notte prima? a me è venuto di scrivere qui quello che mi passava per la testa, dopo mesi e mesi di assenza, mesi durante i quali, semplicemente, ho scritto e letto e scritto tutto quello che ho potuto per creare le 250 pagine che mi guardano qui davanti, da dentro una copertina troppo piccola ma così verde. cosa si può dire dopo aver speso gli ultimi nove mesi intensamente, ma diciamo anche gli ultimi due anni col pensiero, intorno a questa cosa che adesso ha una forma rettangolare ed è colorata di verde? ricordare, ad esempio, il pomeriggio caldo nell'auletta a marne-la-vallée quando svogliatamente il signor Bastide ci mostrò Hotel des Invalides, e io, pur non capendo molto di quel che si diceva, ho scoperto un mondo cinematografico fatto esattamente delle cose che mi piacciono: oggetti che si stratificano uno sull'altro. collage. e realtà. e storie da raccontare attraverso le immagini. Poi sono arrivate tante altre cose, è arrivato Vogliamo anche le rose, è tornato ancora Un'ora sola ti vorrei, sono arrivati i progetti, i piani, le giornate a spulciare riviste, le vacanze passate tra una biblioteca e l'altra, i miei tre viaggi a parigi. è arrivata una giornata di collo dolorante seduta su un divano, in un loft, a guardare film che scorrono su altri film, film liquidi. sono arrivati nel frattempo gli addii, alcune persone se ne sono partite, ma non se sono andate, altre invece le ho perse dolorosamente o meno per strada. forse più dolorosamente per me che per loro. altre sono arrivate. è arrivato il museo. è arrivato non uno ma ben due documentari. sono arrivati, partiti e tornati altri elementi sempre meno essenziali. è arrivata la noia, la sfiducia e la tristezza, a cui è seguita una mattina seduta in un caffé nella mia amata parigi e la mamma, che mi hanno curata, ancora una volta. sono arrivati tanti treni, curiose scrivanie della mia tesi. sono arrivate le nottate insonni ma contente, una stanchezza della testa che non si è fermata un attimo. la stampa rocambolesca, i refusi e le note da impaginare. è arrivata la scelta del vestito, stressante quasi quanto tutto il resto, ma alla fine sembrerò una persona seria. è arrivata la vigilia, ed è arrivata stanotte. tira moltissimo vento, dicono che sia segno di cambiamento, ed io che a queste cose ci credo il giusto, mi auguro nel caso che sia per il meglio. domani mi laureo. ancora in queste pagine, tre anni fa, ringraziai coloro che mi erano stati vicino, ed intendo farlo ancora. senza di loro, senza il loro supporto, la loro amicizia, parola così leggera che non capisce di essere perno centrale della mia vita, nulla di tutto questo sarebbe mai avvenuto. nulla di tutto quello che sono sarebbe potuto essere così. ed, infine, ci sono stata in tutto questo tempo io. che non ho voluto, che ho fatto fatica, che ho gettato la spugna per poi riprenderla, che ho stretto i denti e strillato qualche volta di troppo. io che ho davanti a me il frutto di due anni di pensieri e nove mesi di duro lavoro. mio, veramente completamente mio.  cosa dire d'altro? ah, sì



vous avez amélioré mon quotidien.





 domenica, 03 agosto 2008

2 agosto 1980 - 2 agosto 2008

10.25 solito silenzio irreale che attraversa la piazza. solo le bandiere e i gonfaloni si muovono, il resto del mondo è fermo. aspetta. i tre fischi di locomotiva e l'applauso liberatorio di una piazza piena di gente che sotto il caldo torrido ricorda. questa attività così demodè oggi, ricordare. ricordare che 28 anni fa in quello stesso posto, a quell'ora, di immobile non c'era più niente. c'erano macerie e persone che urlavano. persone che non erano più persone. fa bene e fa male ricordare, fa male vedere quei fiori appuntati sulle giacche di chi sfila in corteo, male perchè si sa cosa vuol dire quel fiore: che qualcuno che amavano, qualcuno della loro famiglia, è rimasto sotto quelle macerie. fa bene ricordare, quando significa una boccata d'ossigeno di civiltà. ricordare in una piazza sempre piena di gente anche d'agosto. che c'è una fetta eterogenea di mondo che ogni anno il 2 di agosto si alza presto e sfila per via indipendenza, per ricordare insieme ad altri, in silenzio, con quel fischio di locomotiva. c'è una persona che non tace mai, ma che leva il suo vocione dall'accento inconfondibile ogni anno che viene, è Paolo Bolognesi, il presidente dell'associazione famigliari. ogni anno che viene, accusa e esorta alla memoria. accusa i politici che ormai da anni negano cose basilari, negano la fine del segreto di stato, impongono ritardi imbarazzanti ai risarcimenti, li chiamano "vittime di professione", mandano ministri ridicoli per ricordare i morti causati dalle loro manchevolezze. quest'anno all'annoso dramma "fischiano o non fischiano" (per la cronaca hanno fischiato più il nostro "amato sindaco" che l'inutile Rotondi) si è unito il commento del Presidente della Camera, il signor fi*i (rigorosamente minuscolo, sia chiaro). vorrebbe fare luce sulle zone d'ombra ancora rimaste nell'inchiesta. già. il problema è che il signor presidentedellacamera non ritiene assolutamente "ombroso" nè completamente inaccettabile che due dei tre esecutori materiali della strage ( confermati in 5 gradi d'appello) siano liberi e felici come libellule senza alcuna motivazione giuridica nè di buon senso, e anzi considerati alla stregua di eroi romantici da qualche buontempone con scarso metro di giudizio. no, per il signor presidenteetcetc le zone d'ombra sono ancora quella pista palestinese o araba con cui ai tempi la p2, andreotti e cossiga tentarono di depistare le indagini su una delle vicende più putride della repubblica. aggiungendovi un putridume tale che non lascia spazio ancora oggi alla rassegnazione. il ribrezzo per una tale idiozia, tra l'altro infilata nel messaggio ai parenti delle vittime, è arrivato persino alle labbra del nostro amatosindaco, di solito così incline a patteggiare con la parte politica del presidenteetc, che si sia ricordato di essere in fondo di sinistra pure lui? il ministro incolore ha fatto un discorso allucinante, allucinante per un uomo di destra in Italia. ha parlato di resistenza e di antifascismo, ha dichiarato addirittura che questi sono alla base della nostra repubblica che incredula ha visto risorgere dalle ceneri queste bestie per vederli causare altri morti. discorso condivisibile anche se paraculo. si levano i cori di proteste, ma dalla loro parte. il solerte garagnani che ha appena depositato una richiesta di nuove indagini per la pista palestinese - sic - (e che una decina di anni orsono istituì un telefono amico per gli studenti per denunciare i professori comunisti) ha guidato i cori di protesta della pdl al coro di "cosa c'entra la resistenza con la repubblica?". tutto ciò è molto triste. imbarazzante oltre ogni dire. e anche oggi come altri giorni, penso a che cosa ancora mi leghi ad un paese assurdo come il nostro. cosa mi faccia resistere a questa ed altre offese al vivere civile. un occhio alla piazza piena, al caldo il 2 di agosto. e la speranza che ci siano ancora persone in grado di resistere. a volte, non sempre, aiuta.  

 giovedì, 17 luglio 2008

Confuso delirio studentesco

sarà il caldo. la sinusite. la stanchezza pre-estiva che mi dice "vai in vacanzaaa"...ma com'è che non ho pensato assolutamente NULLA di produttivo probabilmente nell'ultimo mese??

miagolato da lelaina5  luglio 17, 2008 18:23

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 martedì, 01 luglio 2008

Cinque secondi di politica





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Chi viene con me?


miagolato da lelaina5  luglio 01, 2008 15:12

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 lunedì, 30 giugno 2008

"Guarda, quello è un vero bolscevico"

dieci e mezzo, nemmeno, di mattina. la sveglia è suonata alle 7 e poi ancora alle 7 e mezza. finalmente ho dormito, stanotte. finalmente mi sono alzata ad un orario consono, che a me personalmente permette di carburare durante la giornata. provo un sincero sconforto quando mi alzo alle 9, come se mi fossi già persa dei pezzi di giornata che non torneranno..piuttosto pisolo il pomeriggio. stamattina ho già visto due film, datati rigorosamente 1908, fatto un giro, comprato il giornale e mi sono messa a studiare, or ora. il Cinema Ritrovato ha finalmente aperto i battenti, sabato pomeriggio. e finora mi ha regalato quel brivido che è solo di quella sala vuota, nel buio, io da sola a guardare immagini girate cento esatti anni fa. brivido e risate, tante, come con la storia di Cretinetti questa mattina. una sala piena di gente che si divertiva da matti per una comica di cent'anni fa, son soddisfazioni. meno soddisfacente vedere che in sala saremo meno di dieci ad avere circa la mia età. il resto sono umarells che da ogni parte del mondo affrontano questo caldo incredibile per potersi gustare I topi grigi alle nove di mattina. un'umanità cinefila di sandali e calzini e zaini da escursionista, pallidi anglosassoni dai cappelli improbabili, signori giapponesi che ti sorridono sempre, anche se tu sei un semplice spettatore come loro. poi le luci si spengono, e il buio cala e sullo schermo arriva il signor Pudovkin, che prima di cambiare il cinema faceva l'attore, e io rido di gusto alle disavventure del Signor West nella Terra dei Bolscevichi, un piccolo capolavoro sui pregiudizi contro i "barbari bolscevichi" fatto dai bolscevichi stessi, con una dose di autoironia ben superiore a quella di molti, oggi. soprattutto dal nostro lato, che almeno potrebbe tentare di fare due risate, visto l'andazzo. mi sembra un pochino di essere mio nonno, o mia nonna, della serie, era meglio prima. prima quando anche le femministe degli inizi del novecento riuscivano a scherzare su di sè pur prendendosi molto seriamente. una dote che evidentemente si è persa col tempo. oggi pomeriggio e per una settimana ancora la magia continua. la magia di fotogrammi che girano a velocità tutte diverse, messi su con amore infinito e guardati con fascinazione. mentre attorno a me teste tutte coi capelli rigorosamente bianchi si girano sempre sorridenti per poi mutarepuntualmente la loro espressione  in un "ooh" di impazienza e felicità, appena si spengono le luci. come dovrebbe essere sempre.

 mercoledì, 25 giugno 2008

tutti dovrebbero avere un muflone da salutare la mattina

caldo, caldissimo. ricerca di un po' di sollievo. voglia di studiare: zero. sono qui con i libri sulla sceneggiatura più inutili a memoria umana davanti, e non mi riesco a concentrare neanche un secondo. forse dovrei semplicemente prendermi un altro caffè. da una settimana io e mio fratello viviamo da single, che purtroppo per noi significa senza genitori in mezzo ai piedi, ma ancora non abbiamo toccato il fondo della disperazione, che solitamente si materializza nella sagoma inquietante di un quattro salti in padella da scongelare. incredibilmente siamo in buona, non che di solito si litighi molto - litigare con lui una volta che ci si abitua al suo ego e lo si ignora è praticamente impossibile - ma adesso riusciamo anche a fare discorsi di un paio di periodi che non sempre vengono fuori - soprattutto perchè mio fratello avrebbe tranquillamente potuto girare un film di sergio leone, uno di quelli in cui il protagonista al massimo grugnisce.
nel frattempo l'aria condizionata della cineteca sta facendo il suo effetto, e inizio ad avere, udite udite, FREDDO. son cose che commuovono, di sti tempi. capace che di qui a qualche secondo io mi metta anche a studiare.

miagolato da lelaina5  giugno 25, 2008 11:40

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 giovedì, 19 giugno 2008

On se réveille un beau jour, on n'a plus peur de l'amour. On se dit que c'est trop court pour en avaler toujours.

caldo. fa finamente caldo. secco, niente umido. youpiii.
caldo e io studio, tutto il giorno. svogliata. mia mamma che si ostina a descrivermi brillanti futuri davanti a me che non potrò mai avere. sembra che si stia lentamente trasformando nella sua versione cinematografica: no, mamma. non ci saranno donne in carriera stasera. stanotte ho sognato uno dei miei cavalli di battaglia. quello in cui vengo finalmente scoperta. e cacciata via. il luogo da cui vengo cacciata cambia a seconda del sogno, ma il succo è che io sono un'impostora. odio quel sogno, quasi quanto quello della corsa contro l'aria. e quello della barba, ma quello per altri motivi, e no, non sono io ad avercela, la barba.
nel frattempo, ho fatto l'attrice. incredibile che qualcuno mi abbia detto, ah, sì, tu sei la comedienne du film..gahhh...che vergogna.
nel frattempo, rivedo e rivedo il film che per tanti versi ha cambiato il corso di quest'anno. trovo motivi per andare oltre al grigio di un paese di m. in cui presto avremo l'esercito a pattugliare le strade, perchè questo vuole la gente. tuttavia la "gente" della lega si è incazzata un bel po' alla notizia della seimillesima legge salvapremier, visto che sono persone orride, ma hanno quantomeno un sacrosanto orrore della gente ricca che prima o poi la sfanga sempre. esattamente come il Loro premier. la mia gente invece, quella normalmente comunista (scusatemi, lo so, ma questa è la mia normalità) non riesce neanche più ad accendere la televisione, o a guardare un giornale. tanto, qualunque giornale si legga, è sempre farina del Loro sacco. o del Sacco fantasma, pardon d'ombra..pardon, dimenticavo, ma abbiamo ancora un'opposizione in italia??
nel frattempo, si beve, molto. così, un po' per dimenticare un po' perchè fa il sangue buono, un po' perchè anche senza ferie vere e proprie, tra 2 giorni è estate, dicono.

 mercoledì, 04 giugno 2008

the one where we strive to figure out a way we can survive

accadono giornate pigre ma con ottimi imprevisti. a volte mi stupisco della normalità come di un dettaglio piovuto per caso nel posto sbagliato. piove anche oggi, però non mi importa. un brandello di normalità è piovuto con il resto delle cose spiacevoli. che ci sono, sempre. persone che soffrono quando non se lo meriterebbero, decisioni spiacevoli da prendere quando non vorresti affatto. spese giganti per feste di tre giorni. lontananze che si fanno sentire. ricordi di tantissimo tempo fa piovono insieme al resto, ricordi che avevo realmente seppellito in una buca profonda, e che tornano fuori per indicare uno dei punti di partenza di questo simpatico caratterino di merda che mi ritrovo. un incubo ad occhi aperti in cui ancora ero seppellita viva in una gabbia di metallo. studi rallentati da troppa umidità, e sceneggiature solari. giornate pigre e piene, rigorosamente con l'ombrello in borsetta.

discorsi da bar. c'è qualcosa che possiamo fare?questo immobilismo ci uccide. ieri la polizia ha invaso il rettorato, per buttare fuori studenti che protestavano. in piazza verdi non ci si può più sedere per terra a fare l'aperitivo. bisogna lasciare posto per tutte quelle macchine della polizia, così impegnate a catturare gli studenti disobbedienti da non "accorgersi" dello spaccio e dei furti sotto i loro preziosi nasini. se  hai la pelle scura ormai la gente non si vergogna più ad insultarti, anzi. se sei rom e hai 12 anni, ci sono adulti che ti insultano all'uscita da scuola. se sei un "democratico antifascista" sei in minoranza, e puoi essere insultato in un comitato che ritiene Roberto *iore un esperto in foibe e vuole farlo parlare ovunque, anche alla sagra della porchetta. e magari lo facessero parlare solo a quella, almeno sarebbe un luogo adatto. ops, scusate. ritiro e smentisco, ho il massimo rispetto per i poveri suini. se sei ministro puoi non festeggiare la repubblica perchè stai finalmente uscendo dalla riserva. se sei primo ministro invece, un giorno ti devi arrendere e dire che no, non potrai fare veramente quella legge completamente anticostituzionale che volevano tanto la sopra citata manica di ministri riservisti, però dai, come slogan elettorale per convincere la "casalinga di voghera" aveva funzionato così bene...peccato.
noi ci guardiamo in faccia e ci chiediamo cosa si può fare. cosa possiamo fare noi che siamo in minoranza netta rispetto ad un paese che si bulla di essere razzista? a questa domanda spero daremo in fretta una risposta, perchè questa apatia meteorologica non passi direttamente a livello celebrale.nel frattempo, si resiste come si può.

 mercoledì, 14 maggio 2008

Proudly documentary people

ebbene sì un po' di pubblicità non fa mai male e quindi gente eccoavvoi

IL DOCUMENTARIO - Dall'estremo ieri all'estremo domani



ebbene sì, quella cosa percui nelle ultime due settimane non mi avete praticamente mai visto, o se mi avete intravisto avevo gli occhi pesti per le troppe ore passate al pc...ecco, quello lì! grazie all'intervento telematico dell'ormai insostituibile Sara potrete beccarvi (a vostro rischio e pericolo) 13 minuti in compagnia di ettore guatelli, degli oggetti e del nostro mirabolante montaggio! non vedevate l'ora, eh?!

e allora, buona visione,
i migliori saluti,

la direzione.

 lunedì, 12 maggio 2008

Domanda...

ma è più grave che la seconda carica dello Stato abbia "dubbie amicizie mafiose"** o che qualcuno lo dica in televisione?

**mi scuso in anticipo e rettifico con un comunicato stampa testè letto da me stessa: volevo esattamente dire quello che c'è scritto. scusatemi per il dubbie.



a me non urta poi più di tanto che il nuovo governo, la pdldldl, tutti quegli omuncoli vari, la seconda carica in persona etc si urtino per le parole di travaglio. in fondo, sono i diretti interessati. che poi come mai adesso si abbia tanta paura delle parole altrui qualcuno me lo deve ancora spiegare (come dite, sono sintomo di sana attività mentale quindi bandite dai nostri schermi?? avete ragione, mi zittisco e torno buona buona a scegliere il mio tronista preferito). mi urta un bel po' di più che quei geni del pd lo trovino egualmente riprovevole. ovvero che percepiscano come offensivo non che esistano dubbi e più di uno sulla vita pubblica di un personaggio così importante or ora per lo stato tutto (rabbrividiamo..) ma che lo si dica.

dlin-dlon. benvenuti su radio pd - prove di opposizione atto 1°.
per scegliere regime prema 1. per scegliere inciucio prema 2. per scegliere un paese migliore prema il tasto di espulsione automatica immediata.

 domenica, 11 maggio 2008

Lazily

domenica pomeriggio sonnacchiosa. ultima giornata di decompressione prima di altre attività. terminate dopo molta fatica tante cose, terminato il montaggio del documentario, curate a mano un po' di ferite, la testa si libera delle scorie, facendomi fare come sempre sogni strani. che parlano di suoni e immagini da spostare avanti e indietro. leggo sul divano improvvisamente al caldo con le finestre chiuse. tira molto vento, come da copione arrivano le novità. vorresti fare pensieri più profondi di questa pigra e svogliata carrellata di parole, ma altrimenti che giornate di decompressione sarebbero? da domani di nuovo altre corse in giro per il mondo, oggi ancora posso chiudere il post e tornare alle pagine russe. senza sentirmi inutile neanche un pochino.

miagolato da lelaina5  maggio 11, 2008 17:01

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 venerdì, 25 aprile 2008

25 aprile

di ritorno con la faccia bruciata dal sole per la prima volta quest'anno, sorridiamo su un treno pieno di allegri cretini che fanno il trenino. risate e gioia, e vino, ok, anche vino. venticinque d'aprile duemilaotto, monte sole. non ho ancora un'opinione certa su questo tipo di giornate. ovvero. amo il venticinque d'aprile, amo profondamente il fatto che lo si festeggi come una festa, perchè è questa che è, la Festa di Liberazione. tuttavia il suono vagamente distorto del concerto dal palco, stride con le poesie in mezzo alle macerie. stridono quei giovani ubriachi che ballano, con il piccolo signore che accompagna come "guida volontaria". lo riconosco, è un sopravvissuto. che ci spiega come marzabotto e monte sole ne facciano un punto d'onore di non vendere libri e cartoline, di non avere neanche un chiosco, per non fare "mercimonio dei morti". oggi, dice, c'è tanta gente ed è festa. e facciamo un'eccezione. "lo stato di eccezione" è invece lo straordinario documentario che ho già avuto la fortuna di vedere, sul processo per la strage. un processo che arriva sessant'anni dopo, perchè solo da pochi anni è stato riesumato, forse è proprio la parola giusta, un armadio "della vergogna", che conteneva faldoni e documenti che allora si preferì nascondere. perchè c'è sempre una ragione politica per non rendere giustizia ai propri morti, soprattutto quelli che non portavano divise. numeri su una lapide, nomi che scorrono davanti al naso, lipparini, stefanelli..decine e decine di persone. tutto questo possibile perchè forse è l'italia stessa ad essere uno Stato di eccezione, e la giustizia, è un'eccezione. quei racconti terribili del processo rieccheggiavano oggi tra le rovine, parole spezzate, malmesse, in un dialetto sbreccato eppure così vivo. belle sentite tra i ruderi, che parlavano oggi davvero, dopo che per tanti anni hanno resistito alle intemperie per urlarci in faccia, qui vivevano delle persone che nel giro di un battito sono scomparse. qualcuno voleva cancellare la loro esistenza, e invece noi restiamo qui, le pietre hanno memoria, le querce hanno memoria. eppure questo rumore di fondo, vociare indistinto copriva talvolta le parole di chi solo avrebbe diritto di parlare. copriva le voci che leggevano, bene, fenoglio nella chiesa. quella chiesa che mi da il batticuore, ogni volta che la vedo. con il vecchio portone arrugginito e arricciato dal fuoco che langue in un angolo. la targa, la campana, e tutto quello che non c'è più: il paradosso delle pietre scomparse che parlano più di quelle rimaste. quello che non c'è più, ma che traspira dai muri, sono tutti coloro che credevano fermamente che in chiesa non li avrebbero mai toccati. mai. le mie ginestre giallissime su in cima alla vetta, fluttuavano nell'aria ancora non completamente in fiore. e quel rumore di fondo infastidisce il ricordo. sì, oggi è una festa. ma perchè il vociare fracassone di oggi deve impedire ai morti di parlare? è necessario per festeggiare in un luogo del genere salire su un palco e cantare? o forse sono io che sono vecchia. e brontolona. tuttavia credo che alcune cose meritino un festeggiamento più composto. festeggiamo la Liberazione, è giusto, ridere, sorridere, ma è proprio necessario sghignazzare?
e la frase che mi riecchieggia nelle orecchie è quella di un mio carissimo amico "vi rendete conto, siamo la minoranza d'Italia". pensiero molto uggioso in un giorno al sole come questo. ma il venticinque d'aprile va festeggiato anche e proprio per questo. anche e proprio oggi, oggi che se anche soltanto una minoranza custodirà in sè le parole delle querce, forse inizierà a bastare. almeno per un po'.

miagolato da lelaina5  aprile 25, 2008 22:29

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 lunedì, 21 aprile 2008

cose in un bosco, dall'estremo ieri all'estremo domani

domani tornerò di nuovo in quel di ozzano taro, parma, per girare quel che ci serve ancora per il nostro progettino dell'università. un documentario che racconta la storia, e il museo, di Ettore Guatelli. questo umarell, detto con il tono tenero di chi in questi giorni si convince sempre di più che gli umarell abbiano spesso più sale in zucca di noi tutti, ha passato la sua vita a raccogliere cose, oggetti e storie per poi esporli sulle pareti del suo fienile e della sua casa, per salvarli dall'oblio, per mostrare alla gente quanto amore e quanta vita ci siano dietro le cose di tutti noi, di tutti i giorni. e le storie che chiunque, ovunque, ha da raccontare, sono tutte ugualmente importanti, anche se sono le storie dei contadini e delle loro vanghe di metallo bucato. in questi giorni di grosso vagare, con la mente, e con il cuore, in un mondo nuovo che non voglio accettare, e a cui mi rifiuto di rassegnarmi, quel luogo mi ha dato una speranza in più. forse è solo un sogno, ma la presenza, nel mondo, di persone come lui, anche se oggigiorno scomparse, mi fa credere che dal baratro si può anche uscire. cose da amare, da riusare, da riciclare e da "tenere da conto": un modo di pensare antico, forse, ma così affascinante. così più affine alle mie corde di tutto quello starnazzare dei giornali, di quel vociare indistinto, del pensiero dolorosissimo e lancinante, che di ogni persona che incontro per strada, uno su due....prestare ascolto, ma ascolto vero e non distratto alle persone, ecco la cosa più bella, la più utopica, e la più vera del museo. solo una persona che "teneva da conto" veramente alle storie di tutte le persone può aver passato la sua vita a raccogliere le loro cose. e io mi ritrovo curiosa a chiedere molti più "cos'è?"  e "perchè?" e a scoprire dettagli della mia vita passata, della mia famiglia, di alcuni oggetti, del funzionamento dei pozzi... giorni nuovi che respirano aria stantia, e giorni che vedono un impegno nuovo molto più concreto di un tempo. e domani, per curare un po' di ferite, vado a costruire marionette coi bimbi.

 giovedì, 17 aprile 2008

And even all the bad songs ain't so bad

c'è un nuvolone nerissimo fuori dalla finestra, e pioverà presto. come altri giorni in questi giorni. notavo poc'anzi che è un po' che non scrivo niente di me, qui. sì, ovviamente scrivo io quello che c'è qui, ma io sono nascosta molto molto in fondo a queste righe. dietro ai giochi di parole che praticamente capisco solo io. un tempo non era così. un tempo, c'erano lunghe pagine noiosissime di dettagli personali, di sentimenti. sono scomparsi. forse perchè negli ultimi mesi ho avuto modo di sperimentarne parecchi, in versione live. vecchie paure e sensazioni sono riemerse come in una bolla, cose che credevo sepolte. l'unica cosa positiva, è che avendole già vissute prima, ti accorgi presto della loro natura, attacchi l'etichetta giusta, le vedi per quello che sono e ti comporti di conseguenza. come se una determinazione nuova ti cogliesse sotto la pelle. questo sentimento di decisione, di consapevolezza, non è mai stato parte del mio carattere. ma ultimamente mi rendo conto di fare e dire molte più cose che in effetti sono proprio proprio "me". come se fosse scattato un interruttore da qualche parte, che mi impedisce costantemente di tirarmi indietro, di mandare giù, di "fare passare". qualcuno mi direbbe che sto solo lasciando prendere il sopravvento ad aspetti molto poco simpatici della mia personalità, tipo la saccenza, o la testardaggine. e probabilmente avrebbe ragione. dal mio punto di vista, sto semplicemente lasciando un po' di spazio a quello che in fondo, volente o nolente è il mio, di carattere. un cambiamento che non so sia un bene o un male, ma c'è. non  torna indietro. a rileggere le pagine capovolte di uno, due, tre anni fa. ecco come sembrano, capovolte. scritte da una versione precedente. buona forza, sono passate tante cose, nel mezzo. eppure. eppure a volte proprio parlando con la persona meno adatta del mondo a capirmi, quella che più mi ha ferita negli anni e che meno sarebbe adeguata per il compito, mi rendo conto di alcune scelte improvvise che ho fatto, forse le migliori della mia vita. e di come io le abbia fatte ultimamente senza battere ciglio, semplice premendo un pulsante. altre sono costate fatica e attorcigliamenti di pensieri. e sono riuscite molto molto peggio. tuttavia, un'ulteriore analisi grammaticale e logica delle frasi di questa persona, mi riportano a terra, ricordandomi che per alcune persone l'amore da darti, va misurato. e guadagnato. per altre invece, è il ghiaccio che vince su tutto quanto. vedi a volte, la parentela. in questo periodo di decisioni e imprese, è stato come rivivere sprazzi di tanto tempo fa. un tempo infitamente peggiore. e rendersi conto che respirare piano, lasciare scivolare il dolore, uscire dalla propria pelle un attimo e stringere i denti è diventato quasi liberatorio. come un post-it che ti ricorda di fare la spesa se vuoi mangiare. ti ricorda i passi base del libretto di istruzioni. del tuo, di libretto. e ti ricorda che anche se ogni tanto desidereresti soltanto litigare con te stesso e mandarti a spendere, perchè hai veramente un carattere di merda, e chi non lo vede non ti conosce abbastanza, in fondo quel carattere è il tuo, e bisogna che lo coccoli pure un pochino.

miagolato da lelaina5  aprile 17, 2008 18:02

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 martedì, 15 aprile 2008

good news for people who are used to bad news



Ragioni utili per espatriare da questo paese? 1895.

miagolato da lelaina5  aprile 15, 2008 13:03

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 lunedì, 14 aprile 2008

Piccolo diario elettorale.


ore 18.00 : fuori piove. dentro, pure. accendo la tv ogni ora circa dalle 15. anche il mio gatto mi guarda         rassegnato.

ore 18.37 : fuori continua a piovere. i numeri sono sempre peggio. evviva evviva. per abitudine accendo su rai3. c'è larussa che parla. spengo e torno a lavorare.

ore 19.15 : per scrupolo controllo la mail e scopro che devo consegnare l'articolo entro stasera e non domani. panico. più panico del 47% al Senato? sì, più panico. almeno su questo posso farci qualcosa.

ore 00.36: dopo aver scritto ininterrottamente per 4 ore, aver visto mio padre (l'altro) andare a letto affranto, aver sentito mia madre al telefono allegra come una prefica, posso aprire repubblica.it e scoprire che una forchetta al momento tra il 46 e il 47 % (ho fatto una media personale tra Camera e Senato, perdonatemi la scorrettezza statistica, sono stanca) di popolazione italiana, tra cui mia zia paterna e il mio amato Groucho-del-garage, ha votato b. posso anche sancire definitivamente la fine della speranza che seppure minima mi era rimasta di un paese civile, in cui tipo b. vinceva ma non poi di tanto. ah, noto solo ora che, ciliegina sulla torta, l'Italia non ha più neanche un partito di sinistra in parlamento - dai, sarà mica di sinistra il PD?? -. ora sì che sono contenta. posso anche collassare a letto e chiedere al bambin gesù di farmi risvegliare domattina in spagna, quello sì che è un paese ancora normale. 

evviva. evviva. evviva.

miagolato da lelaina5  aprile 14, 2008 18:03

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 domenica, 13 aprile 2008

cose che nel frattempo...

cose che nel frattempo : due esami, un articolo e un documentario in progress, un casino che tanto lo sappiamo che sono stronza, due film italiani visti al cinema che non facevano schifo e anzi erano belli, una ricerca da detective che ha dato i suoi frutti, due nuovi telefilm da guardare (come se ce ne fosse stato bisogno), 2 malattie ignote che tanto non ho mai niente, e da 1 ora circa, una nuova crocetta su un pezzo di carta che in teoria decide del nostro futuro.

primo pensierino elettorale.

dopo aver passato giorni per motivi "di lavoro" a spulciare filmati femministi  girati attorno agli anni settanta, fa veramente ribrezzo vedere su una scheda elettorale, diciamo quasi 40 anni dopo, la scritta "aborto no grazie". a mio, insindacabile (sempre la solita storia, il blog è mio e ci faccio quello che mi pare) (sì, anche l'utero, ovvio) parere ... no, non mi viene nessun commento simpatico e divertente, solo "che schifo".

 giovedì, 07 febbraio 2008

- dagli al mostro -

ovvero come imparai a uccidere il mostro e a incazzarmici pure.

bene. cominciamo col dire che ieri sera ho visto Cloverfield. e che a mio modesto ma insindacabile giudizio su questo blog, visto che questo è il mio giudizio e questo è il mio blog, l'ho trovato insopportabile. ma quell'insopportabile che esci dalla sala e ti chiedi come avresti potuto impiegare meglio il tuo tempo che so, facendo origami e un bel pediluvio? non proprio. quell'insopportabile che esci dalla sala e ti chiedi se avresti potuto vedere nel frattempo un altro film, anche francese se proprio insistete, o cinque puntate di lost che lì almeno c'è sawyer nudo, o anche un documentario "palloso" (cit.) sulle gesta di uno sconosciuto cavaliere medioevale, ecco sì. quel tipo di insopportabile lì. quel tipo di insopportabile che per una come me che il suo film preferito è Hiroshima mon amour è il peggiore da sopportare. ( sì, sono una cinefila snob, e allora?!?) come è chiaro, io non amo i blockbuster con i mostri. anzi no, mi piacciono finchè si limitano a far vedere un mostro che distrugge cose con gli effetti speciali, e un sacco di esplosioni e di cose che fanno pum, con la gioia di un cinno che manda la macchinina contro il muro per sentire che fa pum. ecco. astronavi, draghi volanti, alieni. va bene tutto. quando i film con i mostri mi si mettono a fare la morale, allora no. perchè mi fa la morale sulla società odierna un film con un mostro viscido che incomprensibilmente sta ditruggendo new york. non è il primo?ok. mai sentito parlare dei film sugli alieni dei '60 che esorcizzavano dalla paura nucleare?ok. mai sentito parlare di metafore? ook. e allora per ricapitolare quello che mi dice Cloverfield: il pericolo può arrivare ovunque, da ovunque e colpire chiunque, anche te che fai parte di un branco di giovani pseudo-yuppies che festeggiano il nuovo lavoro di un tizio il cui massimo problema al momento è amare o non amare la sua bella che - vedi a volte - ama tanto. yeah. e alla fine arriva il mostro. e distrugge new york. e lui deve salvare la bella. yeah. e uno di questi yuppies, che aveva la telecamera alla festa, riprende tutto: esplosioni, fuga, mostro, etc. etc. perchè così la gente poi lo potrà sapere. un documento per i posteri in stile youtube. yeah. (parentesi polemica: vedi a volte 'sti tizi avevano la telecamera digitale più resistente del mondo, e probabilmente l'unica con una lampada alogena al posto della luce notturna verdognola e quasi inesistente delle normali videocamere. licenza poetica, che se no non si vedeva niente? va bene, va bene, ho capito).

ora, premettendo che tutte le mie critiche saranno bacchettone e vagamente da sinistroide intelletualoide come mi ritiene giovialmente il mio paterno genitore, perchè io sono bacchettona e di sinistra e snob, mi sono stufata di queste letture "post-moderne" del lato "voyeuristico" del cinema, della realtà, dello spettatore di oggi che resta passivo alle immagini. detta come va detta, non ci vuole un laureato dams per capire la metafora del film della necessità di riprendere le cose dei giorni nostri, ma la domanda che mi faccio è : se tutta sta necessità di guardare, di documentare, di registrare invece che di vivere, o in questo caso di fuggire, ci sta tanto sui maroni, perchè continuare imperterriti a mostrarla? perchè continuare a far vedere un comportamento che a detta di tutti è irritante e segno della decadenza del mondo occidentale o intero, etc etc etc ? perchè alimentare "criticamente" questa volontà di vedere che riteniamo sbagliata "filosoficamente"? e soprattutto, se proprio me la vuoi criticare -ancora- devi proprio farlo con un mostro digitale - marino?- che fa a pezzettini una città? già.

ora veniamo al punto due, sul perchè questo film mi ha irritato enormemente. tolto il mal di mare da camera a mano, tolto il fatto che il mostro era bruttino ( via, si poteva fare di meglio), tolta una citazione da Titanic che per la miseria.. ecco, sono le riprese della gente che scappa. completamente piena di polvere, da una immensa nuvola di polvere che viene dai grattacieli, con fogli di carta che veleggiano in aria e con lo sguardo in alto. vi ricorda nulla? ecco, appunto. giusto che lì era giorno. ora, personalmente ero contraria alla "censura preventiva" di un paio di anni fa su tutto quello che riguardava quel giorno di settembre, perchè le cose vanno mostrate, e anche esorcizzate. gli eventi storici vanno raccontati, la memoria è la prima cosa da conservare. ma erano proprio necessarie queste inquadrature quasi parodistiche degli eventi di allora? in un blockbuster movie che parla di una specie di godzilla? già le immagini originali le abbiamo viste talmente tante volte che tra un po' ci sono più familiari del nostro filmino del compleanno e ora dobbiamo pure associarle agli yuppies che scappano dal mostro marino? già allora si diceva "sembrava un film" per riuscire a mettere in parole l'assurdo che ci stava davanti agli occhi. e ora, sono passati poi solo sette miseri anni, è già diventato, o tornato ad essere, scegliete voi, solo un film. non è una questione di rigidità di pensiero, è una questione di fastidio, di saturazione, di eccesso di immagini rimasticate, ri-editate, ri-montate, ri-prese. questo vedere tutte le immagini come uguali, come pixel da poter rimestare nel calderone, dall'horror a cui tutti noi abbiamo pensato subito, al notiziario che mostra la vita reale. le immagini non sono tutte uguali. e visto che ci irrita tanto questa condizione di voyeur della vita, questo appiattimento di giudizio di fronte ad immagini che diventano solo e sempre altre immagini, senza riguardo per cosa sono, e per che cosa ri-prendono, dovremmo smetterla di mostrarla "criticamente" nei film. soprattutto in un film come questo che sceglie di mettere assieme digitale e "vita reale". mi spiace, in quest'ultima, lo sappiamo tutti, non c'è bisogno di nessun mostro marino, gli uomini sono abbastanza bravi da soli a distruggersi a vicenda.

E se poi tutto questo era una critica della critica e una ramanzina al voyeurismo e alla paura americana e una critica allo spettatore passivo che ha già equiparato nella sua memoria visiva la strega di blair e quella cosa di settembre io non ci ho capito niente e devo rinverdire il mio patto di finzione spettatoriale perchè se no tra un po' mi lamento che i cartoni sono a due dimensioni, bè allora mea culpa. noi intellettualoidi di sinistra (cit.), tendiamo a prendere le cose sul serio. magari troppo sul serio, ma che ci volete fare. magari un giorno arriverà il mostro marino e ci seppellirà.
già.

 venerdì, 11 gennaio 2008

Améliorez votre quotidien...


ce tout à fait étonnant que les bonnes nouvelles, elles arrivent toujours au-delà des Alpes.

 lunedì, 31 dicembre 2007

Per il nuovo anno vorrei ...

... che i miei sogni si realizzassero in versione originale. [cit.]


Buon 2008 a tutti voi.

 mercoledì, 12 dicembre 2007

e con questa sono due..

sere che torno quasi alle tre, vagamente alticcia. e considerando l'andamento collettivo recente,  questo sì che è un evento. da ricordare. e poi chi l'ha detto che la festa delle medie è una barba micidiale? d'altra parte noi stiamo andiamo torniamo al piano giù, che il sole non si spegne ma d'altra parte enrico era ottavo se no era settimo. (no, non sto straparlando a causa dei fumi dell'alcool. è una citazione dotta. non avete fatto le medie con me? e allora non potete coglierla =P ).

 martedì, 11 dicembre 2007

cose molto intelligenti

uscire di casa e prendere su le chiavi. e effettivamente metterle in tasca. senza riporle subito sulla mensola. per evitare di rimanere quaranta minuti a meno due gradi, attaccata al campanello e ad un cellulare che continua inesorabilmente a scaricarsi nella speranza di svegliare il tuo quasi-sordo padre.

miagolato da lelaina5  dicembre 11, 2007 02:56

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 giovedì, 15 novembre 2007

sempre di mattina

un po' di tempo fa, postavo sempre la mattina. perchè c'era lezione e avevo tante cose da fare. adesso no. non ho nulla da fare. e la cosa mi angoscia. io DEVO avere cose da fare. ergo, me le creo. e soprattutto ho scoperto nuove possibilità nella capacità tutta femminile di fare più cose contemporaneamente. or ora sto, per l'appunto, tralasciando il postare qui, bevendo il caffè, facendo un maglione, leggendo un libro e ascoltando la musica. un'attività per senso. alla faccia del multitasking. e della sinestesia. buongiorno a tutti =)

miagolato da lelaina5  novembre 15, 2007 08:43

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 mercoledì, 07 novembre 2007

si può essere a sinistra di tutto ma non del buon senso

mattina. di nuovo i giornali. di nuovo delusioni. leggere quei pietosi inutili patetici coccodrilli. io li odio i coccodrilli. cosa possono dire di più che già non si sappia? possono veramente dare l'idea di quanto ci dispiaccia che siamo a "meno un altro". meno un altro giornalista degno di questo nome, meno un'altra persona perbene in questo paese, dove l'aggettivo in questione risulta non pervenuto nelle nuove generazioni. a me dispiace perchè mi piaceva leggerlo, quando scriveva. e mi piaceva ascoltarlo, con quella voce pacata e calma che ricordava molto quella di mio nonno quando mi racconta le cose. lo so, è una cosa sentimentale da dire, ma è così. di queste persone perbene e che con calma ti raccontano le cose ci sarà sempre più scarsità, il fiume di coccodrilli di questa mattina ne è evidente riprova. adesso sembra che erano tutti amici suoi, improvvisamente sbucano amicizie decennali da tutte le parti. aspetto con ribrezzo l'applauso al funerale. per quale mistero si deve fare tanta cagnara per salutare un uomo che proprio di quel suo quieto parlare e raccontare aveva fatto un mestiere?

 venerdì, 02 novembre 2007

Risvegli irritanti

Risveglio, torno a scrivere dopo un po'. voglia di scrivere dopo un po' di ibernazione, dopo quasi 10 ore di sonno, per me che non ne dormo mai più di cinque. forse è per quello che mi ci volevano dieci ore filate...

Risveglio, mio padre, inspiegabilmente di buon umore, è andato a fare la spesa e ci ha portato due paste dal bar. Ancora più inspiegabilmente, è così di buon umore che mi saluta (!) e mi fa pure il caffè. Yumm!

Risveglio, apro il giornale. Cosa che mi piace fare, soprattutto quando posso farlo in pace e bevendo senza fretta il caffè, potendo leggere anche la pagina culturale di repubblica (anche se mi ricordo sempre troppo tardi che a me sta novità editoriale di R2 che parifica le inchieste di politica ai consigli di cucina, mi irrita ogni volta).

Oggi, di nuovo, non ci arrivo alla pagina culturale. perchè chiudo prima, irritata, stizzita, schifata. chiudo e penso, non ce la faccio a leggere. chi me lo fa fare di rovinarmi il caffè, passo direttamente alla pagina delle recensioni cinematografiche, mi godo la mia, sempiterna, totale macanza di affinità con roberto nepoti e, soprattutto, con natalia aspesi, sulle loro idee sui film, o sulla loro idea di cinema, punto. ( per la cronaca, oggi nepoti da la faccetta col sorriso, no dico, quella col sorriso pieno, felice a 2061, ultima perla della premiata ditta Vanzina, paragonandolo all'Armata Brancaleone e soprattutto paragonando Abbatantuono a Gassman. tanto per la cronaca). Mi godo anche, questo minuto di futile irritazione verso un parere opposto su un argomento che mi sta a cuore. in fondo sul cinema possiamo anche pensarla diverso e non ammazziamo nessuno (forse). Poi niente, non ce la faccio, e finisco le prime pagine del giornale. E mi indigno, di nuovo. Fa male alla pressione, dicono. Bè, io non ce la faccio più. Oggi, come ieri e soprattutto ieri l'altro, la mia personale convinzione che bisogna comunque votare, sempre, è caduta. Precipitata. Basta, io non voto più. Come me altri amici recentemente hanno pensato questo. io sta gente non la voto più. e io ero certa di far bene, quando li ho votati. ero contenta, quando hanno vinto. eravamo sinceramente convinti, che sì, ci sarebbero state delle difficoltà, e che sì, avendo io votato uno dei partiti della ora simpaticamente rinominata "cosa rossa" (tra l'altro, non trovate questa nuova dicitura quantomeno di pessimo gusto?) avrei avuto probabilmente qualche difficoltà ogni tanto su qualche tema "caro alla chiesa", ma sostanzialmente ero convinta di una cosa. che sarebbe cambiata la mentalità di fondo. perchè berlusconi era un ladro (quantomeno), un furbo, una persona brutta. e se c'era una cosa di cui ero fermamente convinta era che a sinistra, quantomeno, era la testa della persone al governo che sarebbe cambiata. perchè la differenza tra destra e sinistra è una questione di testa, in primo luogo, di come pensa una testa. almeno secondo me. ed ero felice che quest'altro tipo di testa andasse al governo. (non sono alicenelpaesedellemeraviglie, lo so che ci sono pessime persone ovunque, e anche che pessime persone a volte sono ottimi politici. mettiamola come una visione filosofica di fondo, ecco). oggi, dopo aver letto il giornale, come ieri e soprattutto come ieri l'altro, ma anche come altre volte in cui mi sono detta "bah, sarà un momento, passerà", mi sono posta la domanda "ma la mia testa pensa veramente come la loro?" la mia risposta è stata no. forse siamo di due generi di sinistra diversi, mi sono detta altre volte. oggi mi chiedo quale testa di sinistra possa arrivare a pensare di "cacciare i rumeni, cattivi per natura". quale testa di sinistra possa votare no alla commissione per i fatti del G8. la risposta che mi sono data è : nessuna testa di sinistra. la sinistra che voterei io. ergo, basta, questa gente non avrà mai più i miei voti. o qualcuno fa qualcosa, subito. o io giuro che non tornerò a votare, mai più. mi sono stufata del male minore. meritiamo qualcosa di meglio.

 

 

ps. per i simpatici lettori che stanno tentando di decifrare il post di cui sotto, era fatto per essere indecifrabile, vè! comunque l'aiutino è che si riferisce a qualcosa che ho scritto, ancora nella terra dei mangiarane, e che ha, ancora.non.si.capisce.perchè. guadagnato un numero di pagina. adesso avete capito? =p